Per chi come me non è milanese di nascita i Mondeghili Meneghini non diranno molto. Ma ecco che andando alla Locanda del Menarost (“girarrosto” in dialetto lombardo) di “cucina di denominazione ambrosiana” potrete averne a che fare. Questo buffo nome non indica altro che le le polpettine tipiche milanesi, che sono però ormai rare da trovare nei ristoranti che millantano la vera cucina lombarda.In questa locanda si apprezza: la posizione defilata rispetto ai soliti giri da osteriesuinaviglifintemilanesi e l’indicazione sul menù dell’origine geografica dei fornitori, rigorosamente tutti lombardi. L’ambiente è semplice ma con dettagli che chi ha occhio sa apprezzare: mazzi di carte che spuntano dalle mensole (quasi un invito a restare dopo cena), sedie di recupero, una vecchia entrata con porta adibita a vetrina dei vini…insomma tutto rende questo angolino di Milano piacevole e accogliente. I piatti, inutile dirlo, fatti a regola d’arte.. dai classicissimi risotto all’ossobuco e cotoletta alla milanese, agli antipasti di Mondeghili e Meneghini e insalata di nervetti, ad altri tipi di carni e primi. Nulla è scontato qui…pur ordinando piatti apparentemente già conosciuti si rimane piacevolmente sorpresi. Una menzione speciale agli zuccherini in spirito (e chi li offre più al giorno d’oggi) che vengono serviti in fiamme. Prezzi giusti e ottima carta dei vini. Bravò al giovane chef Stefano Bonfanti.

tasted@ Locanda del Menarost, via Compagnoni 24, Milano (Mi)

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